Perla Keshi

  
Ma perle spontanee propio non nascono più ?
Trovare ostriche perlifere all'esterno delle coltivazioni è davvero raro ed ancor più raro trovarci dentro una perla.
Rarissimo, poi, trovarci una perla che risponda ai requisiti di sfericità e qualità attesi dal mercato. Tuttavia una eccezione c'è.

Le perle di mare "Keshi".
Talvolta, anzi con una certa frequenza, nelle ostriche coltivate nei campi perliferi, penetrano accidentalmente minuscoli corpi estranei che il mollusco isola in un "sacco perlifero" e che, molto probabilmente, si evolverà in una perla nata spontaneamente.

Nei primi tempi delle raccolte di perle, i Giapponesi rinvennero all'interno delle ostriche queste piccolissime perle che chiamarono "Keshi" che nel loro linguaggio significa "Papavero" con l'evidente riferimento al seme di papavero ed alla sua piccolissima dimensione.

Il fenomeno, si ripete anche nelle ostriche coltivate nei Mari del Sud.
Essendo la dimensione di questi molluschi ben più grande di quelle coltivate in Giappone, anche le perle Keshi assumono dimensioni ben più grandi, comprese tra i 4 e gli 8 millimetri; molto più rare quelle di dimensione maggiore.
Le Keshi sono "barocche", quasi mai sferiche e con un'ampia varietà di forme e colori.
 
Tra gli anni 80 e 90, la Cina ha iniziato a produrre perle di acqua dolce molto simili alle Keshi, e ad immetterle sui mercati in quantità notevoli facendo così diminuire l'interesse per le altre produzioni.